Caso studio: cosa succede quando 114 preventivi ricevono finalmente un follow-up
Questo non è un caso studio ipotetico costruito per un articolo di marketing. È il punto vendita pilota su cui Rikiamo è stato testato per mesi prima di essere aperto ad altri negozi: un'attività di arredamento con un archivio di preventivi che, come in quasi ogni negozio italiano, si era accumulato nel tempo senza un vero sistema di follow-up dietro.
Il punto di partenza
114 preventivi. Alcuni recenti, altri fermi da mesi. Clienti che erano entrati in negozio, avevano chiesto un preventivo per una cucina, un salotto, una camera su misura, e poi erano semplicemente spariti. Non per mancanza di interesse: perché nessuno li aveva più ricontattati con costanza, o il follow-up era stato fatto in modo generico, senza tenere conto di cosa avessero chiesto davvero.
Cosa ha fatto Rikiamo
Ogni preventivo è stato ripreso in mano uno per uno, su WhatsApp, con un messaggio costruito sul contenuto specifico di quel preventivo, non un messaggio generico spedito a tutti alla stessa ora. Quando il cliente rispondeva, la conversazione proseguiva in autonomia: gestione delle obiezioni più comuni del settore (materiali, tempi di consegna, finiture), proposta concreta di tornare in showroom.
I numeri, senza arrotondare
- 114 preventivi totali nell'archivio.
- 79 contattati (69% del totale).
- 51% di tasso di risposta sui contattati (40 clienti su 79).
- 7 appuntamenti fissati, il 9% dei contattati.
- 242.952 euro di portfolio complessivo rimesso in movimento tra i preventivi ripresi in mano.
Questi sono i numeri di un singolo punto vendita pilota, in un solo settore (arredamento), in un periodo specifico (dato di luglio 2026). Non sono una promessa di risultato per ogni negozio: sono l'unico dato reale e verificabile che Rikiamo cita pubblicamente, e per questo lo mostriamo per intero, comprese le percentuali meno impressionanti come il 9% di appuntamenti sui contattati.
Due episodi reali, anonimizzati
Un cliente aveva chiesto un preventivo mesi prima, in un momento personale difficile (un lutto in famiglia), e non aveva più risposto. Quando Rikiamo lo ha ricontattato con un messaggio che teneva conto del contesto, senza pressione, l'appuntamento è stato fissato in 12 minuti: la vendita, circa 4.000 euro, si è chiusa a giugno.
Un altro preventivo, fatto a febbraio, era ormai considerato perso. Ripreso in mano a luglio, ha portato comunque a un appuntamento da circa 2.900 euro. Il preventivo non era "scaduto": era solo stato dimenticato.
Cosa dice davvero questo caso
Non che ogni preventivo fermo diventi una vendita. Il 91% dei contattati in questo caso non ha fissato un appuntamento. Ma il 51% ha risposto, in un negozio dove, prima, la stragrande maggioranza di quei preventivi non riceveva alcun follow-up reale. "Ci penso." Adesso ci pensa Rikiamo, e in un caso su due, il cliente torna a farsi sentire.
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